SENTENZE E PROVVEDIMENTI UTILI

STUDIO LEGALE FOGLIATO


CHIUSURA SETTIMANALE

IL MERCOLEDI' 

al Pubblico e alle Telefonate

PER COMUNICAZIONI URGENTI LO STUDIO MANTERRA' LA REPERIBILITA' AI SEGUENTI

RECAPITI 347-4629648 INFO@STUDIOLEGALEFOGLIATO.IT


COMUNE DI CALALZO DI CADORE CONDANNATO PER LA CADUTA DI UN PEDONE

Con sentenza 1403-2018  del 23-06-2021 il Tribunale di Belluno - Giudice Sandini - ha condannato il Comune di Calalzo di Cadore al risarcimento del danno patito da un cittadino il quale percorrendo una via paesana scivolava rovinosamente nel 2018 procurandosi diverse lesioni che necessitavano di diverse cure. Nonostante i tentativi di bonaria conciliazione il cittadino si rivolgeva allo Studio Legale Fogliato per ottenere il ristoro dei danni. Il Comune citato in giudizio sosteneva la propria estraneità , per contro il cittadino ha sostenuto e rimarcato in causa l'obbligo di controllo effettivo che l'Ente deve avere sul territorio oltre che preventivo. Il Tribunale di Belluno con la citata sentenza ha sottolineato il principio giurisprudenziale in base al quale: "... Il criterio di imputazione della responsabilità di cui all'art. 2051 c.c. ha carattere oggettivo, essendo sufficiente, per la sua configurazione, la dimostrazione da parte dell'attore del nesso di causalità tra la cosa in custodia ed il danno, mentre sul custode grava l'onere della prova liberatoria del caso fortuito, inteso come fattore che, in base ai principi della regolarità o adeguatezza causale, esclude il nesso eziologico tra cosa e danno, ed è comprensivo della condotta incauta della vittima, che assume rilievo ai fini del concorso di responsabilità ai sensi dell'art. 1227, comma 1, c.c., e deve essere graduata sulla base di un accertamento in ordine alla sua effettiva incidenza causale sull'evento dannoso, che può anche essere esclusiva”.....".


RICORSO AL GARANTE PER LA CONCORRENZA E IL MERCATO

Con segnalazione del 23-04-2021 il Movimento Belluno Sviluppo e Futuro in collaborazione con Veneto Imprese Unite e i ristoratori e baristi bellunesi, è stata inoltrata la segnalazione al AGCM affinchè l'Organismo intervenga per eliminare ingiuste differenziazioni che si stanno realizzando causa incerti dettati legislativi, tra attività con medesimo oggetto. Il ricorso, firmato dagli avv. Giuseppe Ferrulli del foro di Bari e Martino Fogliato del foro di Belluno, è stato depositato all'AGCM di Roma ed ora si attendono gli sviluppi: l'apertura di un'istruttoria aiuterebbe a fare chiarezza su norme poco chiare e contraddittorie.


ECSCLUSA LA PUNIBILITA' DEL PADRE CHE NON VERSA INTEGRALMENTE L'ASSEGNO AI FIGLI

Con sentenza n. 893/21, la Corte di Cassazione ha assolto il padre accusato di aver violato gli obblighi di assistenza familiare per non aver integralmente adempiuto al versamento dell’assegno di mantenimento, riconoscendo l’applicabilità della causa di non punibilità per speciale tenuità del fatto.

La Corte d’Appello confermava la responsabilità dell’ex marito per violazione degli obblighi di assistenza familiare, per non aver integralmente adempiuto all’obbligazione su di lui gravante, versando somme inferiori a quelle dovute.

Avverso tale decisione ha proposto ricorso per cassazione l’imputato, sostenendo di aver fornito la prova documentale degli adempimenti, affermando che in alcuni casi egli non disponeva delle risorse economiche per adempiere ma si essersi sempre occupato di tutte le esigenze della prole durante i periodi di permanenza presso di lui.

Nell’esaminare il ricorso, la Corte di Cassazione pone l’attenzione sulla doglianza formulata con il secondo motivo di ricorso, concernente la denegata applicazione della causa di non punibilità di cui all’art. 131-bis c.p., per speciale tenuità del fatto.
Ebbene, secondo la Corte, i giudici si sono limitati in maniera apodittica e quindi in assenza di reale motivazione «ad opporre il carattere abituale della condotta contestata, omettendo di procedere al necessario approfondimento valutativo imposto dalla peculiarità della fattispecie, contrassegnata dalla limitata durata dell’arco temporale in cui si è manifestato l’inadempimento, dalla prova positiva dell’avvenuto assolvimento all’obbligazione quanto meno per la frazione riferita al versamento dell’assegno di mantenimento, dalla prestazione in forma diretta del sostegno economico in favore dei minori nei periodi in cui si erano trasferiti presso l’abitazione dell’imputato in corrispondenza della peraltro ammessa decurtazione dell’importo dello emolumento, dal soddisfacimento in quei periodi di tutte le esigenze di minori, la cui incidenza sulla ripartizione delle spese straordinaria è rimasta di fatto non verificata».

Pure se non consentita alle attribuzioni della Corte di legittimità, la rivalutazione di tutti i profili indicati è apparsa necessaria ai fini dell’apprezzamento dei presupposti di operatività della speciale causa di non punibilità, la quale impone alla S.C. l’annullamento della sentenza impugnata con rinvio per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte territoriale. 

(Corte di Cassazione, sez. VI Penale, sentenza n. 893/21; depositata il 12 gennaio)


TEMPO DI CORONAVIRUS : LA GESTIONE DEI MINORI DI GENITORI SEPARATI O DIVORZIATI

Pubblichiamo un estratto di articolo di Giovanni Basini tratto dal sito della Cassa Forense molto interessante che fornisce un competente parere in ordine alla problematica della gestione dei figli di genitori separati/divorziati in tempo di CORONAVIRUS:

Sono separato/divorziato, posso spostarmi per incontrare i miei figli minori, che non convivono con me?”

A questa domanda si trova una soluzione inequivocabilmente affermativa, tra le risposte alle “domande frequenti” (così dette, f.a.q.), sul sito del Governo italiano.

Nella risposta si precisa che gli “spostamenti dovranno in ogni caso avvenire…secondo le modalità previste dal giudice con i provvedimenti di separazione o divorzio”. 

Questa precisazione porta a una seconda domanda: “i

o genitore convivente con la prole: “posso ottenere dal giudice, in conseguenza dell’emergenza sanitaria, la modifica delle modalità originarie, e in particolare la sospensione degli incontri in presenza dei miei figli con l’altro genitore?

Pure a questa domanda, si può forse immaginare una risposta affermativa.

Il giudice certamente può sospendere la modalità di incontro “in presenza” tra genitore e figlio, e sostituirla con modalità “da remoto”. Anzi, in più di un caso, il giudice richiesto di intervenire al riguardo già ha sospeso gli incontri “in presenza” e li ha surrogati con incontri tramite video-chiamata o similari modalità (Cfr., ad es.: App. Bari, 26.3.2020; App. Lecce, 20.3.2020; App. Bari, 16.3.2020; Trib. Bari, 26.3.2020; Trib. Napoli, 26.3.2020; Trib. Matera, 12.3.2020. Pare di contrario orientamento, peraltro, T. Milano 10.3.2020).

Certamente, è assai difficoltoso ottenere, già ora, un panorama giurisprudenziale sufficientemente ampio sul punto, per poter indicare con sicurezza un orientamento prevalente.

E, del resto, in questi àmbiti le particolarità del caso concreto andranno sempre tenute in conto, rendendo, perciò, assai incerta una prognosi generale. Se in alcuni casi gli incontri in presenza sono stati sospesi, insomma, non si può escludere che in altri casi vengano confermati. Pur nella generale incertezza, nondimeno, si pensa che alcuni dati certi vi siano: le “f.a.q.” del Governo indicano come leciti gli spostamenti per incontrare i figli non conviventi, anche se possono essere sospesi, e sostituiti dal Giudice con video-chiamate; a Bari, Lecce, Matera e Napoli questo è già avvenuto; finché l’incontro in presenza, ove originariamente previsto, non venga sospeso, resterà ovviamente legittimo lo spostamento per recarsi dal figlio.

Passando, ora, alle motivazioni dei ricordati provvedimenti giudiziari, si può sottolineare come: in quasi tutti i casi, si sia data prevalenza al diritto alla salute del minore sul diritto alla bigenitorialità del minore stesso; in alcuni di essi, sia ravvisabile pure la prevalenza del diritto alla salute del genitore convivente, e degli altri parenti di quel ramo genitoriale, sul diritto alla bigenitorialità del minore; quasi sempre, si sia sottolineato come la compressione del diritto alla bigenitorialità sia provvisorio e parziale (appunto perché le frequentazioni possono continuare “da remoto”); in un paio di casi, si intraveda anche la scelta di sacrificare il diritto alla bigenitorialità del minore, per meglio proteggere la salute pubblica.

Si conclude osservando come proprio quest’ultimo argomento appia il più solido, poiché sacrifica, momentaneamente e parzialmente, un interesse particolare – come quello alla bigenitorialità, per proteggere un interesse generale: la tutela della salute collettiva. Tutti gli altri argomenti, che confrontano tra loro interessi comunque particolari, stabilendo la prevalenza dell’uno sugli altri, infatti, appaiono non altrettanto solidi. Evidente è la debolezza di affermare, senza altre motivazioni, che la tutela della salute di uno o più adulti (il genitore convivente, ed eventualmente gli altri parenti di quel ramo genitoriale) debba prevalere sulla piena attuazione – per quanto possibile in una coppia genitoriale disgregata – della bigenitorialità.

Si espone a critiche, del resto, anche affermare che la salute del minore vada tutelata con prevalenza sull’attuazione della, più compiuta possibile, bigenitorialità, poiché: per un verso, la salute è anche salute “psico-fisica”, e pure la bigenitorialità rientra nel diritto alla salute così inteso; per altro verso, pare che raramente l’infezione da Covid-19 esponga a gravi rischi la salute dei bambini e degli adolescenti, e, dunque, potrebbe essere messo in dubbio che proprio la salute dei minori (e non, invece, quella degli adulti con loro conviventi) venga messa gravemente a repentaglio dagli incontri in presenza con il genitore non convivente.

Per concludere, non si può dare una risposta certa alla seconda delle domande poste sopra, ma si può notare come, già in alcuni casi, i giudici di merito abbiano sospeso gli incontri “in presenza” tra genitori non conviventi e figli minori, e come almeno uno degli argomenti utilizzati per motivare tali decisioni, vale a dire la prevalenza di un interesse generale come la salute pubblica, su altri interessi, pure importanti, ma particolari, non si presenti privo di pregio.

Prof. Avv. Giovanni F. Basini - Foro Reggio Emilia


OLTRAGGIO A PUBBLICO UFFICIALE - LA PORTATA DELLE  OFFESE

Erano imputati madre e figlio per aver oltraggiato un carabiniere nell esercizio delle sue funzioni. Gli imputati hanno dimostrato come la discussione e le parole erano nate a causa dell' errata percezione e ricostruzione operata dal militare di un incidente avvenuto poco prima con protagonista uno dei due imputati il quale aveva subito la rottura di uno specchietto e un calcio all' auto, fatti non ravvisati dal carabiniere nonostante fossero stati ammessi dai presenti. Di qui la discussione. La difesa degli imputati affidata all' avv. Martino Fogliato ha sottolineato le circostanze di cui sopra, l errata percezione dei fatti da parte del militare e la conseguente reazione degli imputati nata non per offendere ma per reagire a una presunta ingiustizia, ottenendo l' assoluzione per entrambi.




ERRATA DIAGNOSI SUL FETO : PERDITA DA CHANCE

Una madre viene sottoposta a rituali controlli ecografici presso una ASL Veneta per monitorare l'andamento della gravidanza, ma i medici non si accorgono che il feto presentava una malformazione. La minore nasce affetta da una sindrome genetica e i genitori, rappresentati dagli avv. Martino Fogliato e Francesca Tonin, promuovono un giudizio contro l'Azienda Ospedaliera che si è concluso  con un accordo risarcitorio che ha portato all'abbandono della causa. La tesi dei genitori, sostenuta dai legali incaricati, è stata quella di richiedere un risarcimento ai sanitari colpevoli di aver privato la madre e i familiari della minore tutti di quell'opportunità di svolgere ogni più utile approfondimento - se fosse stata rilevata tempestivamente la malformazione - ad anticipare la futura patologia financo consentendo alla madre l'interruzione di gravidanza.


I MEDICI NON VEDONO IL TUMORE DALLA TAC - ULSS DI MIRANO CONDANNATA

MIRANO - PONTE NELLE ALPI - I medici sbagliarono a leggere la Tac e non si accorsero che il paziente aveva un tumore al pancreas. Iniziò per il malato un calvario fatto di una decina di accessi al pronto soccorso per dolori lancinanti. Venne quasi preso per matto e gli consigliarono un supporto psichiatrico. Dopo 7 anni un uomo di Ponte nelle Alpi (Bl) ha ottenuto giustizia per il padre morto: il giudice ha condannato l'allora Usl 13 di Mirano, che commise l'errore, a risarcire i figli con 60mila euro ciascuno per danni morali, oltre a quelli patrimoniali (866 euro ciascuno) e alle spese legali (7795 euro). (…) I familiari difesi dagli avvocati Martino Fogliato e Francesca Tonin hanno citato in giudizio l'ULSS di Mirano sostenendo il principio in base al quale l'errore aveva privato il paziente della possibilità, nonostante il male incurabile, di poter accedere a cure palliative che avrebbero lenito il dolore della malattia. 

( da Il Gazzettino del 03-01-2019 )


NON E' IL VANDALO IL GIUDICE LO ASSOLVE

Assolto perché il fatto non sussiste. Per l'oste dell'Osteria al Ponte di Borgo Prà a Belluno la vicenda giudiziaria legata alle scritte infamanti rivolte ad una residente della frazione si è conclusa con la piena assoluzione. L'ultimo capitolo della vicenda iniziata nel 2016 si è consumato martedì mattina nell'aula del Giudice di Pace di Belluno. Ore e ore di discussione piena che si sono concluse con la decisione del giudice di scagionare dall'accusa di diffamazione l'esercente imputato noto in città per il suo locale . " ......Ringrazio il mio avvocato e i suoi collaboratori per aver creduto in me - commenta l'uomo - c'era la possibilità di altre integrazioni alla perizia , ma il giudice ha ritenuto non fossero necessarie. Mi sono liberato di un grande peso, sono stati anni stressanti e la storia mi ha consumato parecchie risorse economiche…... " . A difendere Bortoluzzi l'avv. Martino Fogliato mentre l'accusa aveva dalla sua l'avv. Paolo Zornitta. A nulla sono valse le perizie calligrafiche a dimostrazione, secondo l'accusa, di come la grafia del graffito volgare apparso sul muro dell'edificio fosse la stessa delle scritte sulla lavagna esterna al locale: le osservazioni sono state smontate da una consulente portata in aula dalla difesa (……..) ( da il Gazzettino di Belluno 7 giugno 2018 ) 

ILLEGITTIMO RICHIAMARE AL LAVORO IL DIPENDENTE IN FERIE SENZA PREAVVISO

Corte d'Appello di Venezia sen. n. 778-2017 pubbl. 22-03-2018

La vicenda riguarda un lavoratore che mentre si trovava in ferie, veniva raggiunto da un telegramma nel quale il datore di lavoro lo invitava a riprendere servizio entro due ore dal ricevimento della comunicazione. Il lavoratore, si opponeva adducendo anche una visita medica fissata nel mezzo della giornata e comunque ribadiva il suo diritto a continuare le ferie. Il datore di lavoro lo sanzionava così disciplinarmente con una multa. Il lavoratore ricorreva al Giudice del Lavoro di Belluno il quale confermava la sanzione sostenendo la legittimità della sanzione irrogata riconoscendo il potere del datore di lavoro di poter richiamare il lavoratore in ogni momento. Avverso tale sentenza il lavoratore proponeva appello , assistito dagli avv.ti M. Fogliato e Francesca Tonin, ed otteneva la riforma della sentenza impugnata. La Corte d'Appello di Venezia, infatti, ribadiva il concetto del Supremo Collegio in base al quale, pur non risultando dubbio il potere del datore di lavoro di modificare il periodo feriale in base soltanto ad una comprovata esigenza aziendale, al tempo stesso ha ribadito come tale modifiche debbano essere comunicate al lavoratore con congruo preavviso al fine di consentire allo stesso di rappresentare  tempestivamente i propri interessi contrastanti.

 

CENTRALE A BIOMASSE ABUSIVA : PROPRIETARIO ASSOLTO

La centrale a Biomasse ? Non c'era nulla di abusivo. Lo ha stabilito il Tribunale di Belluno che con il Giudice Cristina Cittolin ha assolto C.D.F alla sbarra per abuso edilizio perchè il fatto non sussiste. Era stato l'imputato tramite il suo difensore avv. Martino Fogliato a chiedere di essere giudicato opponendosi al decreto penale di condanna. La vicenda inizia con una segnalazione anonima in cui si diceva che il C.D.F. aveva costruito delle piattaforme e dei capannoni abusivi. Da lì partì un'inchiesta e alla fine il Giudice emise un Decreto Penale di 4 mesi di arresto convertiti in 30.000 euro di ammenda. il PM Sandra Rossi al termine del processo ha chiesto l'integrale conferma di quella condanna. Il difensore avv. Martino Fogliato ha invece sempre sostenuto, portando anche il consulente di parte in aula, che non si trattasse di opere che avessero rilevanza penalistica. Ha affermato che tutto rientrava nei progetti. L'opera per la realizzazione della centrale a biomasse a Castion era partita nel 2010: il principio è semplice dal cippato del legno si produce energia. nel novembre 2015 però il progetto viene complicato dai guai giudiziari: secondo quanto accertato dagli inquirenti era stata costruita una platea in cemento ed era stato messo un tendone a copertura del cippato legnoso. Era stata installata anche una centralina elettrica, nell'ambito di un progetto di costruzione della centrale a biomasse, per la quale era stata richiesta l'autorizzazione al Comune. Non sarebbe però stato chiesto di costruire la base in cemento, la centralina e il tendone che, a parere della Procura, non avrebbero dovut stare lì. La difesa ha però dimostrato che tutte queste opere  rientravano nell'ambito dei progetti per la valorizzazione energetica ed è arrivata ieri la vittoria giudiziaria. ( da Il Gazzettino di Belluno del 21 febbraio 2018 )


E' SANZIONABILE IL GENITORE CHE PUBBLICA FOTO DEI FIGLI SUI SOCIAL

Tribunale di Roma sentenza 23 dicembre 2017

Il Tribunale di Roma è ritornato sul delicato tema genitori-figli- e social, ribadendo un concetto già espresso dal Tribunale di Torino e qui ripreso in base al quale le foto del figlio minore non possono essere pubblicate dal genitore che non abbia ricevuto il consenso del minore e dell'altro genitore alla pubblicazione delle immagini. Qualora il genitore non rispetti il divieto impartito dal Giudice Tutelare può rischiare anche una severa sanzione pecuniaria.

 


**** 

per informazioni 

contattaci

Studio Legale Fogliato

0437-927581 - info@studiolegalefogliato.it