Morì al San Martino: l’Ulss 1 Dolomiti risarcirà la famiglia

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Limana

Morì dopo essere stato dimesso quattro volte dal pronto soccorso. Nessuno colpevole in sede penale per il decesso del meccanico Limanese Ferdinando Casanova il 10 settembre 2016. Ma l’Ulss 1 Dolomiti pagherà un risarcimento alla famiglia in sede civile. La causa è arrivata in fondo e l’”errore diagnostico“, già paventato dal giudice Angelo Feletto al momento di assolvere l’infermiere Matteo Marin per insufficienza o contraddittorietà della prova, è stata confermata dalla perizia consegnata dai consulenti nominati dalla sezione civile del tribunale, Bordignon e Cucchini. Secondo i due specialisti c’è stato un errore nella diagnosi da parte dei medici che si erano occupati del caso e, pur essendo stati indagati, avevano visto archiviare la propria posizione. Non sono mai finiti davanti al giudice. I Casanova sono rappresentati dall’avvocato Martino Fogliato, che adesso chiede i danni: “il giudice cercherà una conciliazione:“, spiega il legale, “l’importante è che la famiglia avesse giustizia“.
Ferdinando Casanova soffriva da una settimana di dolori al petto e stavo facendo una serie di accessi programmati al pronto soccorso. Nella notte tra lunedì cinque e martedì 6 settembre 2016, fu colpito da un attacco cardiaco nel bagno dell’osservazione breve intensiva e andò in coma.
Morirà alle 21:30 del sabato il paziente era nell’Oby per una fibrillazione atriale in paziente asintomatico ed era andato al gabinetto perché poteva andarci un responsabile doveva esserci e sarà l’Ulls 1 Dolomiti a pagare il danno.

G.S.